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MARGHERA: alle radici del nome

Sul nome di Marghera ci sono varie ipotesi, almeno 4:

  1. da MAR GH’ERA o MAR GHE GERA

  2. da MACERIA

  3. da MALGHERA

  4. da MARIGO

 

1. MAR GH’ERA nasce da una definizione poetica e popolare, il toponimo deriverebbe dal veneziano mar gh’era ossia “mare c’era”, espressione con cui si cominciò ad indicare la zona dove si sarebbe costruito il porto, un tempo paludosa. Questo tuttavia contrasta con un fattore noto: come già detto, “Marghera” è infatti ben più precedente e indicava in origine un piccolo borgo situato presso San Giuliano, sulle rive del Canal Salso. In seguito il toponimo si estese anche all’area della Marghera attuale, un tempo nota come Bottenighi. FONTE: Wikipedia

Marghera s. ilario s. giuliano

 

2. MACERIA proviene da un’interpretazione di Wladimiro Dorigo il quale ipotizzava che il nome deriverebbe dal latino Maceria “muro a secco”, alludendo al pietrame usato dai romani per delimitare le proprietà (Wladimiro Dorigo – Venezia origini – Electa – Milano 1983). Fonte: Wikipedia

muri romani

 

3. MALGHERA si trova citata in “Storia della Dalmazia” di Giovanni Cattalinch (libro stampato a Zara nel 1834), precisamente nel “Libro sesto” a pagina 177, a proposito del destino di Venezia è scritto che “prima di introdurre da Malghera quattromila Francesi che dovevano occuparla”. Malghera è anche citata nel libro  “Storia delle guerre d’Italia dal 18 marzo 1848, al 28 agosto 1849” di Luigi Scalchi. Il capitolo XXXVI si intitola proprio Malghera e parla che i “lavori intorno a Malghera, nei quali gli austriaci impiegarono fino a 6 mila uomini per volta”. Viene raccontato del maresciallo Radetzky e di come i “difensori di Malghera approfittarono della notte per riparare i guasti prodotti da 5 mila proiettili e si pfreparavano ad una nuova lotta”.  Il nome si trova ancora nel libro “Storia delle rivoluzioni d’Italia dal 1846 al 1866, divisa in due parti”  di Ugo Sirao. A pagina 426 emerge che “Il castello di Malghera è sulla terraferma la principale difesa di Venezia” e si racconta che “Giunta la notte, nulla più rimane intatto, Malghera è un cumulo di ruine, restano pochi cannoni, pochissimi artiglieri”. Poi, come scrive sotto nel commento Enzo, si parla di anche nell’antico canto popolare del 16° secolo dal titolo E mi me ne so ‘ndao” ascoltabile da YouTube come intrpretata dai Batisto Coco.

marghera storia della guerra contro venezia

 

4. MARIGO secondo ricerche realizzate da Vittorio Baroni alla Biblioteca Marciana,  il nome di Marghera pare legato alla figura del marigo. Infatti, nella “turris marghera” (ritratta dal Canaletto, dal Guardi e dal Bellotto), il marìgo o maricus riscuoteva i dazi per passare dal mare al canale Botinicus. I “Bottenighi” rispecchiano l’antico tracciato della via Bottenigo che, partendo dalla famosa chiesetta della “Rana”, si sviluppa con un percorso sinuoso. Attraversa le zone di Ca’ Emilliani, Colombara e per un tratto lambisce il tratto di un canale ancora esistente. Via Bottenigo oltrepassa la Romea e l’Autostrada Venezia-Padova, sfiora Villabona, arriva a Valleselle e termina a Catene proprio nella vecchia via Catene.  Il termine Butin-ucum sembra risalire a “bottino”, che in idraulica si riferisce a una costruzione sotto l’alveo dei corsi d’acqua per scolare le acque dei terreni più bassi. Questo nome ha riscontro nel nome di una località sulla sponda sinistra dell’Adda, Buttanuco (BG) e nei Bottenighi di Marghera.

Marghera Canaletto turris marghera

p.s. questo post è del 2009, ripubblicato nel 2013.


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Fabbrica e giardino: la nascita di Marghera

 

cittaà giardino e assegnazione zone porto marghera

L’idea di creare un “porto sussidiario di Venezia” sulle barene dei Bottenighi, lanciata da Luciano Petit nel 1904, i cui lavori sarebbero iniziati qualche anno dopo con lo scavo di un canale rettilineo tra la Marittima e la terraferma e la costruzione del primo bacino nei pressi dell’attuale Fincantieri, contribuì presto a delineare nella mente del sindaco di Venezia Filippo Grimani la prospettiva della realizzazione della “Grande Venezia”.

bottenighi

La città era da tempo afflitta da mancanza di spazi e trasferire porto e industrie al di là della laguna poteva rivelarsi un buon motivo per crearvi accanto pure un “Quartiere Urbano” dove ospitare non solo gli operai delle industrie ma pure riversare quella parte di veneziani – per lo più proletari – che abitavano in piani terra umidi e malsani. La città avrebbe potuto così allargare i propri confini distribuendo pure le funzioni: alla parte storica l’arte e la cultura, alla terraferma l’industria e la residenza popolare, al Lido il divertimento e lo svago. Dar sfogo in terraferma alla crisi edilizia. Nei riguardi della terraferma l’intento venne pienamente spiegato da Piero Foscari, uno dei principali sponsor dell’operazione porto ai Bottenighi, durante l’acceso dibattito sulla costruzione del quartiere di Sant’Elena individuato, unitamente all’attuale Marghera e al Lido, come potenziale bacino per la costruzione di alloggi popolari, nel consiglio comunale del 3 febbraio 1911, affermando: «Bisogna spostare il porto per dare uno sfogo alla popolazione. Bisogna dunque affrontare al più presto il problema e poiché il porto in terraferma è un fatto quasi compiuto bisogna affrettare l’allargamento dei confini comunali».

E Giovanni Giuriati, una decina d’anni dopo, sul primo numero del settimanale San Marco (8/11/1923), avrebbe testualmente affermato: «Il quartiere urbano è stato creato sia per ospitare le maestranze del porto e delle industrie, sia per dare sfogo alla crisi edilizia ormai insuperabile nei limiti della Venezia antica». Venezia incorpora Mestre. Il Quartiere Urbano di Marghera non veniva perciò pensato esclusivamente come residenza degli operai del vicino porto industriale, ma come espansione della città di Venezia; per cui si rivelò necessario prima (1917) scorporare dal Comune di Mestre il territorio della frazione di Bottenigo e poi, dopo il progetto della seconda zona industriale predisposto dall’ingegner Enrico Coen Cagli sul finire del 1925, procedere addirittura all’incorporazione nel comune di Venezia dei territori dei comuni di Mestre, Favaro, Zelarino e Chirignago e della frazione di Malcontenta del comune di Mira (1926). Di tutto il territorio della frazione di Bottenigo aggregata a Venezia 150 ettari vennero riservati per la formazione del Quartiere Urbano, previsto sufficiente per una popolazione di 30.000 abitanti (si trattava grosso modo del triangolo che aveva come base la linea ferroviaria, come lati le attuali via Fratelli Bandiera e Beccaria e come vertice la chiesetta della Rana). Gli autoctoni: 869 contadini e ferrovieri.

Una rilevazione statistica del 31 dicembre 1916 calcolava i residenti nella frazione di Bottenigo in 869 unità, distribuite in 179 nuclei familiari, che occupavano un totale di 118 numeri civici. Erano per lo più famiglie patriarcali di contadini che curavano la terra coltivabile a frumento, mais e viti fin dove cominciava la barena e ferrovieri addetti al vicino scalo ferroviario, cresciuto a dismisura nei primi anni del decennio per venire incontro alle necessità di trasporto indotte dallo scalo portuale di Venezia e per la strategia dei comandi militari che aveva per tempo individuato in Mestre l’ultimo importante nodo ferroviario prima del fronte orientale.

città giardino emmer

Il piano regolatore venne redatto dall’ingegnere milanese Pietro Emilio Emmer e approvato dal governo il 6/2/1922. Nel piano generale degli espropri si decise di salvaguardare gli insediamenti di una antecedente presenza industriale lungo il lato meridionale della ferrovia: la fornace Della Giovanna, lo stabilimento chimico del vicentino Alessandro Cita, il deposito di legname di Agostino Scarpa e la fabbrica di pali iniettati di Tranquillo Rossi. Il progetto di Emmer. Il quartiere urbano non venne perciò disegnato avendo come base la ferrovia – come sembrava logico – ma una nuova strada alberata (l’attuale via Paolucci), che ne fu disegnata parallelamente, dalla cui metà si dipartiva un grande viale adibito a giardino, verso cui convergevano a raggiera le strade da entrambi i lati per poi finire in un ampio piazzale elicoidale (l’attuale piazzale Concordia) sul quale avrebbero dovuto affacciarsi i vari servizi pubblici quali scuola, chiesa, municipio, ambulatorio, teatro (di fronte alla lenta crescita del quartiere la scuola, costruita nel 1925, fu fatta slittare verso la ferrovia mentre la chiesa con convento e patronato furono in seguito addirittura costruiti nel bel mezzo dell’asse centrale destinato a giardino). Le case non dovevano avere più di tre piani compreso il terreno, essere attorniate da terreno adibito a orto o giardino, recintate da muretta con ringhiera in ferro battuto. Villette “veneziane” e intervento pubblico. Durò meno di un decennio il sogno di realizzare una “città giardino” accanto alle fabbriche. Vennero subito i privati che fiutarono come un affare costruire una casa o aprire un’attività in una zona che si riteneva giustamente in forte espansione (Fedalto il macellaio, Rebuffi rubinetteria e attrezzi, Da Pian salumi, Paluello lavorazione droghe, Linassi molino, Bertoldo botteghe e alloggi, Pesce trattoria e alloggi, l’attuale “Casa Rossa” della finanza, alloggi).

mercato di marghera

Sorsero così le villette, ancora oggi facilmente individuabili, decorate con motivi ornamentali che richiamano la “storica” vicinanza con Venezia (archetti gotici o rinascimentali, motivi floreali).  All’inizio del 1924, risultavano essere già 50 le abitazioni costruite da privati. Fu assai lento invece l’intervento pubblico: l’Istituto autonomo per le Case popolari (Iacp) aveva individuato fin dal 1921 una serie di lotti dove erigere dei fabbricati plurifamiliari, da cedere in affitto a prezzi non modici, ma per la difficoltà di reperire i finanziamenti avrebbe potuto acquistarli solo nel 1924 e iniziare la costruzione l’anno seguente. Intanto su un paio di altri lotti si era mossa una Cooperativa Edile Ferroviaria che vi aveva eretto una serie di villette destinate a residenza di un numeroso gruppo di funzionari delle ferrovie che avevano sede d’ufficio in Venezia, dove non trovavano possibilità di alloggio. Bottegai, impiegati, tecnici…

la prima marghera inizi 900

E gli operai? Su un vecchio nucleo di contadini, destinato presto a sparire mano a mano che si estendeva l’urbanizzazione, si insediarono perciò bottegai, impiegati, tecnici: gli operai, nelle fabbriche che aprivano i battenti o allargavano progressivamente la propria attività, vi arrivavano in massima parte, e vi sarebbero arrivati a lungo, prima in bicicletta, poi in vespa o in seicento dalla vasta periferia di Mestre (da Oriago a Mirano, da Scorzè a Quarto d’Altino e fino a Ceggia). Stop al Prg di Emmer: una casa per tutti. I proletari, in primo luogo quelli espulsi da Venezia, arrivarono in numero consistente quando, esonerato Emmer che si ostinava tenacemente a difendere l’esecuzione del suo progetto e seguendo le indicazioni del duce che ordinò di sospendere le norme di piano regolatore perché si assicurasse comunque una casa a chi ne aveva bisogno, furono costruiti, all’inizio degli anni trenta, i primi “condomini popolari” nella zona di via Calvi (affermerà soddisfatto l’ingegnere dello Iacp Paolo Bertanza: «Al posto di alloggi a tre camere e cucina si sono ricavati alloggi da una camera e cucina in numero doppio»). Baracca con giardino. E la cosa non finì lì perché per dare una risposta ai numerosi sfollati o a quanti non trovavano di meglio che trovarsi come tetto il cavalcavia furono realizzati, tra il 1934 e il 1938, i tre villaggi di baracche/casette di Ca’ Emiliani, Ca’ Sabbioni e Ca’ Brentelle. Presentati come una risposta al benefico invito del “ritorno alla terra” proclamato dal duce, per i pochi metri quadrati di orto che gli abitanti delle baracche avevano a disposizione, i tre villaggi servirono anche come “controllo sociale” e costituiscono il triste punto di approdo della costruzione di un ideale Quartiere Urbano, punteggiato di villette e giardini.

Nel 1938 un povero su tre. La popolazione era salita a 1200 abitanti nel 1924, a 5376 nel 1927, a 7599 nel 1935 e a 10952 nel 1938. Contemporaneamente i poveri registrati dagli uffici comunali erano 527 nel 1931, 1024 nel 1934, 3373 nel 1938. Il sogno della realizzazione di una “città giardino” si era arenato di fronte alla miseria che continuava ad attanagliare una fetta consistente della popolazione della nuova “Grande Venezia”.

Testo di Sergio Barizza tratto da GENTE VENETA disponibile in formato PDF

 

Altri materiali storici sono disponibili su:

Le nuove vie di Porto Marghera

Album di Venezia – Mestre Novecento

Centro documentazione storia locale Marghera

Tabelle statistiche demografiche


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Verso MARGHERA COMUNE AUTONOMO nella Città Metropolitana di Venezia.

ripubblichiamo un vecchio articolo con news dal Gazzettino di ieri

Dopo il sondaggio lanciato nel 2009 con quasi 800 votazioni, anche W Marghera partecipa alla campagna per il Comitato Promotore “W Venezia Città Metropolitana con 5 comuni autonomi”.

Il sondaggio ha fino ad oggi collezionato oltre il 79% di sì per Marghera Comune Autonomo. I No sono appena sotto al 21%. Quindi, si può affermare che 8 votanti su 10 sono per dare l’autonomia a Marghera nell’ottica di un “federalismo veneziano” nella Città Metropolitana di Venezia che, a sua volta, dovrebbe far parte dell’Area Metropolitana di Venezia.

Va considerato che, allo stato attuale sulla carta, l’Area Metropolitana di Venezia esiste ufficialmente. Infatti, essa è stata delimitata con Legge Regionale n. 36 del 12/8/1993 e ne fanno parte i comuni di Venezia, Marcon, Mira, Spinea, Quarto d’Altino.

Successivamente altre ipotesi di Area Metropolitana sono state avanzate senza seguito, tra queste la richiesta della Provincia di Venezia di far coincidere l’area metropolitana con il proprio territorio.

Nei possibili scenari futuri rientra anche l’opportunità di individuare un’Area Metropolitana più vasta, comprendente oltre a Venezia anche Padova e Treviso e molti comuni delle rispettive province. Padova, Venezia e Treviso, fanno parte di un ambito metropolitano policentrico, ricco di attività economiche, che si ritiene debba essere governato da un’unica realtà amministrativa. Infatti, il 30/9/2000, i sindaci di Padova e Venezia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, finalizzato alla costituzione di una grande città metropolitana centro-veneta, coinvolgendo un nutrito numero di comuni delle due province.

Ecco lo stemma del Comitato Promotore

“W Venezia Città Metropolitana con 5 comuni autonomi”

X ADESIONI E COLLABORAZIONI

VEDI A FINE PAGINA

In W Marghera ne avevamo parlato diverse volte in queste news:


E va ancora rivolto un grande apprezzamento a Venessia.com. Il primo social network veneziano dal maggio 2000 ha lanciato “dal basso” e davvero “free open” a tutte le comunità ed associazioni del territorio veneziano, un interessante dibattito per il futuro di Venezia Città Metropolitana.

Ecco il contributo di Vittorio Baroni scritto nel gruppo “VENEZIA COMUNE AUTONOMO” http://venessia.ning.com(N.B. la partecipazione gratuita, è aperta a tutti e tutte previa registrazione con inserimento di foto se non già registrati):

  1. BASTA REFERENDUM e spendar skei par niente, cioè un 5^ referendum costerebbe alla città quasi come costruire un nuovo asilo;
  2. SI’ A VENEZIA AUTONOMA Città d’Acqua va conquistata con le opportunità offerte dalla leggi esistenti perchè siamo – ancora – cittadini dello Stato Italiano che ha facoltà e potere di decidere come meglio organizzare il proprio territorio;
  3. LA LEGGE REGIONALE PARLA CHIARO attualmente, in base allo sviluppo normativo italiano avviato con la legge 142 del 1990, c’è l’opportunità di by-passare inutili referendum poichè la Città Metropolitana di Venezia è già stata individuata dalla Regione Veneto come area formata da 5 comuni (clicca qui e vedi in questo file a pagina 3 il passaggio su Venezia derivato dalla Legge Regionale 36 del 1993);
  4. CONFINI E PROPRIETA’ DI VENEZIA AUTONOMA i confini e le proprietà del nuovo Comune Autonomo di Venezia Città d’Acqua dovrebbero essere questi: Tutti i sestieri (ovvero Cannaregio, Castello, Dorsoduro, San Marco, San Polo, Santa Croce) + Giudecca, Murano, Burano, Torcello, Sant’Erasmo, Lido, Pellestrina San Pietro in Volta + isolette sparse in laguna;
  5. GLI ALTRI 4 COMUNI AUTONOMI nella Città Metropolitana, ritengo che gli altri quattro comuni autonomi di Marghera, Chirignago-Zelarino, Favaro Veneto e Mestre-Carpenedo, debbano avere pari dignità istituzionale di quello di Venezia Città d’Acqua.
  6. SCIOGLIERE IL COMUNE DI VENEZIA è evidente che l’attuale Comune di Venezia andrà sciolto per confluire nella Città Metropolitana di Venezia, anzi, andrà riformato nel senso della Legge 42/2009 (quella sul Federalismo tanto per capirci) per effetto della quale il Governo Italiano è stato delegato dal Parlamento a emanare i provvedimenti normativi;
  7. ASPETTIAMO IL GOVERNO ITALIANO il Governo Italiano venne delegato ad adottare entro 36 mesi dalla data di entrata in vigore della legge un decreto legislativo per l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia e, tale compito (v. qui art. 23, co. 6) lo dovrebbe realizzare entro il 21 maggio 2012, quindi manca circa un anno e mezzo.

In attesa che il Governo faccia ciò che è stato delegato a fare (crisi varie ed eventuali permettendo, of course) è importante fare banchetti di sensibilizzazione nei mercati, fondamenta e piazze. Questo si potrebbe già fare dalle prime settimane di febbraio 2011.

Da Gennaio 2011 si stanno organizzando iniziative di sensibilizzazione in tutte e cinque le aree territoriali veneziane da rendere autonome  e federate nei 5 comuni autonomi della Città Metropolitana di Venezia.

Vittorio Baroni  annuncia che nella prossima riunione dove avverrà l’istituzione del Comitato Promotore “W Venezia Città Metropolitana con 5 comuni autonomi” verrà presentata la proposta di lavorare sull’obiettivo di organizzare un “Convegno Metropolitano Itinerante” per la Primavera 2011 (sei eventi territoriali da marzo a maggio 2011).

Si tratta di un percorso innovativo da realizzare in forma decentrata autonoma nei cinque territori di Acqua e Terraferma. La conclusione dei lavori della proposta di “Convegno Metropolitano Itinerante”, verte con l’evento top di una sesta giornata con riunione generale.

Per l’ultimo appuntamento ecco le seguenti tre ipotesi di location:

  • la prima ipotesi è fare l’evento conclusivo in isola come Murano,  Burano o Pellestrina – ad esempio – per dare il senso che noi ci teniamo alle nostre parti più decentrate e svantaggiate, ma che sono importantissime nella storia e nel patrimonio culturale irriununciabile di Venezia;
  • Oppure, la sesta giornata 2011, si potrebbe farla in una nave (ghe ne xé tante in Marittina che riva, basta chiederghe na sala conferense che ghe ne xé a nastro e forse costa anca poco);
  • Ma, anche, si protrebbe farla all’Aeroporto Marco Polo, nella sala esterna per le conferenze e costa poco averla. Così viene dato il senso dell’apertura internazionale e della vocazione al mondo che ha sempre avuto Venezia (Marco Polo, infatti, docet)

L’IMPORTANZA DI VALORIZZARE GLI EX-COMUNI AUTONOMI DI CHIRIGNAGO, ZELARINO E FAVARO VENETO

In linea generale è importante ripristinare e salvare la vocazione autonoma di Chirignago-Zelarino (erano già 2 comuni autonomi e poi sciolti ingiustamente con non proprio democratico agli inizi del ‘900).

Per Favaro Veneto il discorso è più o meno identico. Cioè Favaro non ha mai accettato di andare sotto la “podestà” di Mestre-Carpenedo e occorre dire un sì convinto al rispristino dell’antico Comune di Favaro Veneto, se non altro per riparare un’ingiustizia storica.

LA QUESTIONE DELLA CIPRESSINA

Per quanto riguarda la Cipressina, saranno coinvolti i cittadini dell’antica zona in una riunione da programmare dopo il Carnevale 2011. Loro si erano in un certo senso già “ribellati” circa l'”annessione” che gli imponevano di andare sotto la Municipalità di Mestre-Carpenedo. Molti cittadini della Cipressina ancora si lamentano di sta roba fatta a tavolino burocraticamente e infischiandosi dei legami con la Castellana e con Zelarino… culturalmente e socialmente parlando.

ADESIONI E COLLABORAZIONI

A breve verrà pubblicato il Modulo di Adesione con sottoscrizione della Carta Etica della Partecipazione.  Si accettano collaborazioni pratiche e finalizzate esclusivamente al raggiungimento dgli obiettivi.

Intanto, persone ed associazioni territoriali interessate, possono scrivere qui sotto un commento (con nome cognome email ed eventuale telefono) per comunicare la propria disponibilità. Le persone verranno contattate personalmente e, dopo un incontro in programma, potranno far parte del settore “Coordinamento Organizzativo” del Comitato.

Per quanto riguarda il Comitato Promotore “W Venezia Città Metropolitana con 5 comuni autonomi”, esso ha intenzione di partecipare a un “Coordinamento Generale per Venezia Città Metropolitana”.  Ogni realtà che voglia partecipare con obiettivi comuni è bene che mantenga la propria autonomia, identità e la ricchezza di diversità socio-culturale al fine di meglio operare con l’orientamento generale verso la Città Metropolitana di Venezia.
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Fonti:

  1. pagina 3 del file: http://www.areeurbane.apat.it/site/_files/rapporto2005/areemetropolitane.pdf
  2. art. 23, co. 6 nella pagina web: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/09042ld.htm

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PER ADERIRE scrivere qui sotto nello spazio commenti (con nome cognome email ed eventuale telefono) la propria disponibilità:

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Nuove proposte di formazione al CENTRO INTERNET MARGHERA DIGITALE anche per imparare l’inglese al computer

Il CENTRO INTERNET MARGHERA DIGITALE di Piazza Sant’Antonio annuncia nuove PROPOSTE di formazione aperte a tutti:

  1. CLIK HERE! Impara l’INGLESE con il COMPUTER
  2. MAMME E COMPUTER: bambini al sicuro e compiti perfetti
  3. GIRARE PER IL WEB: vedere, ascoltare, condividere

1. CLIK HERE! Impara l’INGLESE con il COMPUTER

Un corso di 60 ore che vi accompagnerà da NOVEMBRE a MAGGIO con una LEZIONE SETTIMANALE, da noi al Centro Internet, e altre attività da svolgere da soli, occupando in modo utile e divertente il vostro tempo libero A CASA, secondo le indicazioni ricevute dalla prof.

Avrete a disposizione una insegnante madrelingua, un progetto entusiasmante, e tutte le risorse del Web!

Il contributo richiesto è di 235,00 euro.

In più, rispetto ai soliti corsi offerti in città, avrete un’assistente che affianca la docente, i computer e le attrezzature della sala corsi, documenti condivisi con gli altri corsisti per collaborazioni e scambi, e una GUIDA ESPERTA per SFRUTTARE al meglio le risorse del WEB (video, registrazioni sonore, esercizi di auto correzione, ascolti, testi di canzoni, ecc…)

Il corso si tiene il Lunedì, dalle 18.00 alle 20.00 e comincia il 7 Novembre 2011

2. MAMME E COMPUTER: bambini al sicuro e compiti perfetti

Dedicata alle MAMME (o le nonne, o le sorelle, o le amiche ) per aiutare i bambini a fare i compiti con il computer offerta dal CENTRO DONNA del Comune di Venezia:

Corso GRATUITO di informatica per un uso intelligente e sicuro del PC con i nostri figli.

Per chi : mamme italiane e straniere di bambini della scuola primaria

Per cosa: imparare ad usare programmi gratuiti (grafica, presentazioni, scrittura..), aiutare i figli nello svolgimento dei compiti utilizzando programmi dedicati e internet, evitare un uso improprio della rete da parte dei bambini.

Dove: nella sala computer del Centro Internet Marghera in Piazza S. Antonio 17 a Marghera

Il corso si tiene il Lunedì e Mercoledì dalle 14.30 alle 16.00

nei giorni 7, 9, 14, 16, 23, 28, 30 novembre e 5, 12, 14 Dicembre 2011

3. GIRARE PER IL WEB: vedere, ascoltare, condividere

In questo corso si scoprirà che cosa offre la Rete dal punto di vista dei CONTENUTI MULTIMEDIALI, le foto, la musica, i video, le radio, i podcast in formato audio e video e le dirette tv, e si imparerà come condividere i propri contenuti con gli adeguati servizi web 2.0

Contributo: 45,00 euro

Il corso si tiene il Martedì e Giovedì dalle ore 18.00 alle 20.00

nei giorni 8, 10, 15, 17, 22 Novembre 2011

info:

  • lecalamite.venezia@gmail.com
  • tel. 041 5383497

Come arrivare?
  • da Venezia: autobus linee 6, 6/ (fermata piazza S. Antonio)
  • da Mestre: autobus linee 3, 13, (fermata piazza S. Antonio)
  • autobus linee 14, 15 (fermata presso il vicino Teatro Aurora)

dove si trova il centro internet marghera digitale
Nelle vicinanze del Centro è inoltre abbastanza facile parcheggiare.


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Appuntamenti del Centro Francescano di Cultura 2011: Università Liberà Età, Giornata Mondiale di Poesia, Consorso Nazionale Biennale di Poesia

Sono aperte le iscrizioni all’ULEM per l’anno accademico 2011/2012. Ci si può iscrivere presso il Centro Internet di Marghera in Piazza S.Antonio, fino al 29 settembre 2011 mercoledì e giovedì dalle ore 9.00 alle ore 11.00.

PDF: Locandina Università Libera Età Centro Francescano Cultura Marghera 2011

L’Associazione “Poesia 2 ottobre” e il Centro Francescano di Cultura con l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana presentano la 23^ Giornata Mondiale della Poesia il giorno 2 Ottobre 2011 alle ore 16.00 presso l’Aula Magna S. Antonio in Via E. Gelain, 3 Marghera.

PDF: Poesia mondiale Centro Francescano Cultura Marghera 2011

Venerdì 7 ottobre 2011 alle ore 17.30 presso la Biblioteca di Marghera (ingresso libero) ci sarà la premiazione del 9° Concorso Nazionale Biennale di Poesia – Città di Marghera in Compagnia di Francesco 2011.

PDF: San Francesco Centro Francescano Cultura Marghera 2011


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5 giugno 2011, domenica di festa al Parco Catene

l'ingresso del parco

Nell’ambito delle iniziative promosse per la Festa Parrocchiale di Catene, domenica 5 giugno 2011 presso il nuovo “Parco di Catene”, viene proposta una giornata all’aperta, per far conoscere in allegria questa nuova realtà.

Molte le iniziative previste tra cui il “Mercatino della Solidarietà” , il 1° Raduno Motociclistico “Catene in Festa” con esposizione di moto d’epoca, il “Corridoio degli artisti” mostra di quadri ed opere d’arte; per i più piccoli il “Torneo di Minibasket e calcetto” e naturalmente l’angolo ristoro.
Fonte: Comune di Venezia