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Ecco com’era l’area verde vista dall’alto, un vero polmone verde che dava ossigeno a Marghera:

Dal 6 febbraio ZAC, ZAC e ZAC e il bosco è stato raso al suolo.

W Marghera vuol dare grande evidenza alla cosa ed è in grado di documentare l’abbattimento grazie alle foto scattate dal nostro reporter Antonio Rollo che si è recato sul posto per questo rilievo fotografico:

Considerata l’importanza del verde per Marghera, il Comune di Venezia e la Municipalità di Marghera non potevano interessarsi della cosa e bloccare in tempo l’abbattimento? Se si tratta di una coltivazione, bastavano alcune migliaia di euro per compensare la cosa e Marghera avrebbe ancora quella importante area verde che dava ossigeno alla città.

Questo fatto viene segnalato alla Delegazione di Zona Marghera Ovest Catene – Villabona.

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9 febbraio 2010, è scattata ufficialmente questa mattina con la demolizione del civico 24, l’operazione di recupero delle “Vaschette” di Marghera.

Le ruspe sono entrate in azione alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, del vicesindaco, Michele Mognato, degli assessori comunali ai Lavori pubblici di Mestre, Laura Fincato, alle Politiche della Residenza, Mara Rumiz, alle Politiche sociali, Sandro Simionato, del presidente della Municipalità di Marghera, Renato Panciera, dell’équipe degli operatori Etam, e proseguiranno il loro lavoro per alcuni settimane.

Nel giro di un mese saranno infatti rase al suolo altre tre (ovvero i civici 28, 30 e 32) delle nove palazzine del complesso, che da vari anni il Comune progettava di abbattere, visto l’abbandono ed il degrado ambientale e sociale in cui l’area si trova oggi, dopo che molti inquilini se ne sono andati.

Il complesso delle Vaschette era sorto nel secondo dopoguerra per ospitare i profughi giuliano dalmati. Molti si sono poi trasferiti in altre zone della città, ma alcuni dei residenti, divenuti poi proprietari dei loro appartamenti, vi abitano ancora: si tratta di ventitré famiglie con le quali il Comune di Venezia sta interloquendo per trovare loro una nuova sistemazione, per alcuni provvisoria, in attesa che siano ultimati i lavori di riqualificazione di tutta l’area, per altri definitiva in un’altra zona di Marghera o Mestre, a seconda delle esigenze.

“Con diciassette proprietari stiamo già discutendo – ha precisato l’assessore Rumiz – con gli altri lo faremo quanto prima. Quest’area sarà riconsegnata alla città, dopo l’opera di bonifica, per connettersi e integrarsi direttamente con la Città Giardino. Sarà riqualificata la residenza, ma ci sarà spazio anche per servizi, attività commerciali e naturalmente verde pubblico”.

L’operazione che il Comune sta portando avanti rientra nel più ampio disegno di recupero e valorizzazione di parti del territorio comunale degradate, così come è stato fatto per il Quartiere Pertini. “Non è stato facile giungere a questo risultato – ha sottolineato il vicesindaco Mognato – anche a causa di complesse questioni burocratiche per acquisire le strutture, che prima erano di proprietà dello Stato e gestite dall’Ater. Oggi assistiamo alla prima fase di quello che sarà un momento di grande cambiamento e miglioramento del complesso urbano di Marghera”. Infatti, la decisione di demolire gli edifici, è stata presa quando ci si è resi conto che gli urgenti interventi di ristrutturazione di cui avevano bisogno le palazzine, sarebbero stati più onerosi dell’abbattimento e della riedificazione delle stesse.

I lavori – affidati alla ditta Eureka Spa di Marghera – procederanno in questo modo: gli edifici saranno abbattuti gettando contemporaneamente dell’acqua, in modo che la povere si diffonda il meno possibile, anche considerando che ci sono ancora palazzine abitate.

Fonti:

Ecco il video con lo strip degli operai dell’ALCOA di Fusina in stile “Full Monty” all’apertura del Carnevale in Piazza San Marco. Tre dipendenti della multinazionale che intende chiudere gli stabilimenti di Venezia e Portovesme hanno avuto la brillante idea di organizzare una performance per attirare l’attenzione sul problema di 450 posti a rischio a Porto Marghera, 500 in Sardegna e altri 500 nell’indotto.

Questo il loro messaggio: “Siamo un gruppo di operai, di quelli con l’elmetto, questa sera rappresentati anche di impiegati e commercianti e vogliamo dire in modo scherzoso quanto di più serio sta accadendo a noi e alla realtà industriale di questo paese: il messaggio che vogliamo portare è di solidarietà verso le famiglie in difficoltà e un appello a tutti i dirigenti, affinchè facciano in modo di rilanciare il mercato imponendo coraggiosamente la priorità dei posti di lavoro piuttosto che degli utili di pochi”.

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Pare che stavolta si faccia sul serio, dopo continui rinvii l’8 febbraio dovrebbe iniziare l’abbattimento delle case alle Vaschette di Marghera.

Lo annuncia ai giornali l’assessore comunale Rumiz (v. articolo della Nuova, ocio che riporta un’immagine errata, le case nella foto sono quelle di Via Rinascita), ma  lo aveva già detto nel settembre 2008.

Per la cronaca, in questo documento dell’aprile 2009 bando incarico fiduciario Vaschette si può leggere il bando da 100.000 € aperto dal Comune di Venezia per un incarico di consulenza sulle Vaschette.

Lunedì vedremo se saranno davvero abbattuti i 10 palazzoni con 110 appartamenti nati per ospitare i profughi giuliano-dalmati del dopoguerra. Duo giorni dopo, cioè mercoledì 10 febbraio, sarà il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

W Marghera segnala anche il gruppo facebook “Quelli che…..alle Vaschette dea Rana….” promosso da Sara Zanon.

Stasera a Palazzo Chigi c’è un vertice tra rappresentanti del governo, regione Sardegna e sindacati.

Se non si arriverà alla definizione di una tariffa energetica competitiva per restare sul mercato europeo, c’è il serio rischio che le produzioni vengano sospese a partire dal 6 febbraio 2010.

Forte preoccupazione per migliaia di lavoratori degli stabilimenti di Marghera (Fusina) e Portovenere in Sardegna.

W Marghera è solidale con i lavoratori e avverte la necessità di una politica industriale orientata al rilancio della produzione dell’alluminio.

Sul tema da segnalare anche le proteste dei lavoratori Vinyls di Porto Marghera per la preoccupante situazione come si può leggere in questo comunicato inviatoci dall’amico Enzo Siega: Comunicato Vinyls Marghera 29 gennaio 2010.

Approfondimenti:

Marghera ha un nuovo ingegnere, si chiama Andrea Selva Volpi.

Classe 1985, ex studente dell’Istituto Zuccante di Mestre si è poi laureato in Ingegneria ingegneria gestionale all’Università di Padova con una tesi svolta presso l’Autorità Portuale di Venezia dal titolo: “LogIS: il sistema informativo del porto leader dell’Adriatico”.

In questi giorni ha superato l’esame di Stato con tre prove scritte più orale per l’iscrizione all’Ordine degli Ingegneri sezione industriale. Ora è a tutti gli effetti abilitato a svolgere la professione.

W Marghera fa i complimenti ad Andrea e gli augura una brillante carriera.

Il convegno, giunto alla 9a edizione, è promosso quest’anno dall’Università IUAV di Venezia, dall’Università La Sapienza di Roma e dal VEGA, in collaborazione con l’associazione engramma e il S.a.L.E.-Docks di Venezia.

Tema di Luminar 9 ‘CUM (CommunicatioUnioMultiplicatio). Internauti, pirati e copyleftnell’era .torrent’ sarà la circolazione delle idee e la condivisione del sapere su internet e la liceità dello scambio di materiali soggetti al copyright.


I lavori del convegno saranno articolati in tre sessioni:

  • Rete e democrazia;
  • Legale/Illegale dal copyright al copyleft;
  • Editoria digitale versus editoria cartacea?

Link all’evento:

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Luminar9 programma VEGA Marghera

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I funerali di Gabriella domani 30 gennaio alle 11:00, presso la chiesa di S. Antonio.

(dalla Nuova Venezia m.t. del 28 gennaio 2010)

È seguita con la massima attenzione dai servizi sociali della municipalità di Marghera la triste vicenda dei figli di Gabriella Pelliccioli, la donna di 42 anni morta nel sonno nella notte tra venerdì e sabato scorso.

Un lutto che ha scosso e scuote tuttora profondamente tutta la comunità, sia per le circostante del decesso della donna, sia per il fatto che la signora Gabriella aveva tre figli, una di 19 anni e due gemellini di 5.

In questi giorni si è messa in moto una catena di solidarietà spontanea, che ha coinvolto un po’ tutti, a cominciare dai parenti della Pelliccioli, passando dalle mamme dei compagni di classe dei due figli più piccoli, che frequentano una scuola d’infanzia all’interno del quartiere.

Attivo anche il ruolo delle insegnanti: è stata organizzata non solo una colletta per il sostegno ai tre orfani (la madre era l’unico sostentamento economico del nucleo familiare) ma anche una serie di aiuti più concreti ai più piccoli, dall’accompagnarli in classe alla mattina – a scuola infatti i due gemellini sono tornati martedì – alla possibilità di fare giocare i piccoli insieme ai propri figli nel pomeriggio.

Un’azione nata spontaneamente, frutto non solo del dolore ma anche della volotà di aiutare chi è stato colpito da questa grande tragedia. C’è poi il versante istituzionale: la vicenda ha colpito fortemente anche la municipalità di Marghera, che da subito ha allertato i suoi servizi sociali, al momento occupati a seguire passo passo l’evolvere della situazione.

La signora Gabriella Pelliccioli, prima di essere stroncata con ogni probabilità da un malore, aveva trovato un’occupazione, un posto di lavoro che le permetteva di sostenere la famiglia e che ora, con ogni probabilità, verrà assegnato alla figlia di 19 anni.

Marghera è pronta per le Olimpiadi:

Chiediamoci e chiediamo: Marghera può sfruttare l’opportunità della candidatura alle Olimpiadi per la riconversione il rilancio dell’area industriale in declino?

Può essere l’occasione giusta per fare la tanto attesa piscina?

VENEZIA, MESTRE E MARGHERA COMUNI AUTONOMI NELLA CITTA’ METROPOLITANA.

A cura di Roberto Bart

La recente Legge Calderoli di riforma degli enti locali che cancella di fatto le Municipalità pone il problema dell’autonomia concreta delle identità di terra e di acqua che compongono il territorio veneziano oggi configurato nell’attuale Comune di Venezia. Ma l’attuazione del titolo V della Costituzione riformata in tema di attuazione e ordinamento delle Città Metropolitane (maggio 2009) , ora istituzioni territoriali riconosciute e istituite per legge, ci arriva in soccorso dandoci la possibilità di soddisfare le istanze di autogoverno delle realtà urbane che oggi compongono il Comune di Venezia pur mantenendo tra loro stretti legami e coordinamento in settori strategici. Abbiamo quindi l’occasione STORICA di dotare Marghera, Mestre Venezia e -perchè no- Favaro Veneto di istituzioni rappresentative di gran lunga più importanti, incisive, determinanti e vicine alle esigenze reali della popolazione di quanto non lo siano state le Municipalità, un esperimento di “federalismo amministrativo delocalizzato” che dopo 5 anni possiamo definire deludente.

Grazie alla Città Metropolitana, il nuovo Ente che sostituirà la Provincia e che la politica locale sarà incaricate di creare (3 anni di tempo) Marghera, Venezia e Mestre hanno la possibilità di diventare dei veri e propri COMUNI. Un’occasione straordinaria per riportare l’attenzione sulle esigenze di riconoscimento e di autonomia delle diverse identità che coesistono nello spazio urbano di Venezia e nello stesso tempo alle esigenze d’intensificazione delle relazioni che ciascuna di tali identità ha con le altre e con l’esterno in un’area densa di relazioni e di interessi connessi, ma carente dei relativi strumenti di governo.

La nuova situazione s’inserisce in uno sfondo veneziano in cui non si sono per nulla sopite le spinte verso una diversa e forse più logica ripartizione del Comune. Nulla è cambiato rispetto al passato neppure con la costituzione delle Municipalità, soluzione proposta come prologo all’attuazione della Città Metropolitana. Queste istituzioni decentrate, infatti, son rimaste in uno stato di scarsa autonomia decisionale e nessuna autonomia finanziaria rispetto all’amministrazione centrale e ora vedono la concreta possibilità di esser abolite.

Le evidenti peculiarità del territorio veneziano e la non sufficiente interconnessione sociale tra le diverse realtà che lo compongono (fatta eccezione per flussi di tipo pendolare), non rendono infatti efficiente (sotto il profilo economico) e efficace (sotto il profilo della soddisfazione dei cittadini) la gestione unitaria dei servizi. Il Comune è un ente di livello inferiore che deve occuparsi anzitutto di questioni strettamente locali, come la tutela delle residenzialità, i servizi sociali per anziani, gli asili nido, l’assistenza alle famiglie, la mobilità intra-cittadina, ed in generale tutti i servizi strettamente legati ai bisogni dei residenti. Gli aspetti di livello superiore che interessano le 3 diverse realtà territoriali di Venezia, Marghera e Mestre -come lo sviluppo economico, la gestione dei trasporti, le infrastrutture, la tutela dell’ambiente e del territorio- potranno essere invece efficacemente governati dalla futura, quantomeno auspicabile, istituzione della Città Metropolitana che preveda 3 o più entità amministrative per Venezia e la terraferma. La Città Metropolitana dovrà esser una nuova istituzione di governo territoriale con COMPETENZE BEN PRECISE e non sovrapponibili a quelle dei Comuni interni e, nell’opinione di Venessia.com ,che assieme ad altre associazioni locali presenterà il relativo progetto ai nostri rappresentati politici comunali e provinciali, dovrà comprendere tutti quei comuni che si affacciano sulla Laguna di Venezia più quelli dell’entroterra (es: Mogliano, Spinea, Marcon ecc…) che hanno con i comuni lagunari strette relazioni economiche e interconnessioni sociali.

Per queste ragioni la possibilità di costituire, con la riforma in senso federalista e il nuovo ordinamento, la Città Metropolitana di Venezia offre al territorio e ai cittadini veneziani l’opportunità di risolvere i problemi di assetto amministrativo e di buon governo che negli anni hanno afflitto la terraferma e Venezia in un rapporto mai risolto compiutamente e sempre foriero di complicazioni e conflitti di competenze.

Casa, lavoro, mobilità, flussi turistici: nel corso del ‘900 questi temi sono diventati problemi cogenti ed urgenti affrontati sempre con ritardi, superficialità e incertezze politiche. L’esodo da Venezia, lo stentato sviluppo di Mestre, l’abbandono dell’Arsenale, la riconversione di Porto Marghera, i problemi legati alla mobilità e alla viabilità, sono solo i più emblematici.

Il progressivo impoverimento di Venezia, degradata da “Città” a “parco tematico” con l’assegnazione del ruolo di “centro storico-turistico del Comune”, ha visto venir meno il suo ruolo centrale di città compiuta accompagnato da un travaso inarrestabile di cittadini, servizi e funzioni verso la terraferma che ha assunto le sembianze di un lento declino molto accelerato negl’ultimi 15 anni. Il che ha rappresentato il rovescio della medaglia di un tumultuoso ed indifferenziato stravolgimento della terraferma veneziana, cresciuta in maniera confusa, informe, senza regole e senza controlli tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70. Le cifre del decremento demografico a Venezia sono impietose: nel 1951 Venezia contava 174.808 abitanti oggi ne conta 59.940. Porto Marghera vive una tragica ed irrisolta crisi occupazionale, di riconversione e bonifica ma, nonostante siano passati 10 anni dal primo accordo per la Chimica, ancora non si vede un futuro sostenibile per quest’area strategica per Venezia. Mestre e la terraferma stentano tuttora a riconoscersi in una identità precisa e definita nonostante il potenziale strategico che esprimono.

Diversi segnali provenienti dall’area politica che attualmente amministra il Comune di Venezia indicano come nelle strategie future gli sforzi saranno concentrati quasi esclusivamente nell’area di Tessera, mentre Venezia (o come ormai si preferisce chiamarla “il Centro Storico”) sembra sparita dall’orizzonte mentre Mestre e Marghera son “preoccupazioni” del Comune solo a parole e nelle consuete enfatiche dichiarazioni pre-elettorali.

Non esistono per quanto riguarda Venezia, allo stato attuale delle cose, dei veri e propri programmi strategici per un rilancio economico della Città che mettano al proprio centro il tema fondamentale della lotta all’esodo e che non siano legati esclusivamente all’economia turistica. Un’importante e finalmente “convinta” politica residenziale a Venezia e la ricerca di alternative economiche che le permettano di uscire dalla mono-cultura turistica sembrano non interessare chi sta amministrando e si propone di continuare ad amministrare questo Comune il che prefigura un futuro di abbandono della Città Storica al suo destino di Parco Turistico, svuotato dei suoi abitanti e popolato da una residenzialità “di passaggio”: turisti e qualche studente.

Marghera -area depressa da scelte strategiche sbagliate e prive di quei programmi di rilancio che prendano in considerazione con sano e pragmatico realismo la possibilità di una progressiva conversione della sue produzioni industriali- necessita ancor più di autonomia amministrativa. La quale le permetterà non solo di gestire in proprio le politiche sociali di cui la popolazione ha bisogno ma anche di esser coordinata col restante territorio nelle scelte strategico-economiche, presentandosi “al tavolo” come Comune Autonomo e potendo quindi recitare nei processi decisionali un ruolo protagonista che ne veda riconosciuto il peso e la considerazione che merita una piccola ma vera Città, finora considerata solamente “il sobborgo industriale del Comune di Venezia”.

Solo Marghera Comune, Mestre Comune e Venezia Comune potranno liberare le loro reali potenzialità di sviluppo, fino ad ora depresse da una visione sbagliata della “Città di Venezia” e dei ruoli assegnati ai suoi centri urbani interni.

E’ giunto quindi il momento che a Venezia cresca una nuova idea di città, che la società esprima una nuova classe dirigente che consideri il territorio in maniera completamente nuova e più razionale di quanto non sia stato in passato.

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Venessia.com http://venessia.ning.com

Questa sera alle 20.30, Centro Civico Cita, via Longhena 30, “proiezione” del progetto rotatoria di piazzale Sirtori.

Chiunque può partecipare

La riunione è stata convocata dalla Delegazione di Zona Marghera Nord.

13.000 votanti, vince Orsoni con il 46%

Sarà lui a sfidare Scibilia e Brunetta.

Bettin a quota 35%, la Fincato poco sotto il 19%

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Fonte dati elaborati da W Marghera

Oggi il delegato Marangon ha scritto in facebook mediante l’account di sua figlia Elena. Eccco la conversazione avvenuta con la risposta di Vittorio Baroni:

  • Elena Marangon sono valdino marangon.mi permetto di sfruttare il profilo di mia figlia dato che non sono iscritto a facebook. ricordo a vittorio baroni che il P.U.T. diceva solamente che sarebbe stato opportuno prendere in considerazione la costruzione della rotonda in piazzale sirtori. la municipalità, dopo aver ascoltato anche la delegazione, ha dato la priorità al finanziamento del progetto. il reperimento dei fondi e il progetto di costruzione penso siano frutto del lavoro dell’esecutivo e del delegato. disponibile a qualsiasi confronto.grazie.
  • Vittorio Baroni pare che l’approvazione del PUT sia avvenuta dopo le istanze pervenute dalla Delegazione di Zona CITA. In ogni caso, ciò che conta VERAMENTE, è che la rotonda si faccia… il + presto possibile dato che son passati 5 anni dalla spesa di 3.000 € per il progetto finanziati dal Bilancio Partecipativo. se serve per chiarire alla gente, propongo di organizzare a breve un confronto pubblico in Delegazione di Zona CITA, così possiamo fare il punto della situazione e dare informazioni corrette alla popolazione di Marghera.

ROTONDA DI PIAZZALE SIRTORI A MARGHERA

Il merito non è di Marangon, ma del progetto Bilancio Partecipativo e della Delegazione di Zona

Altro che breve tempo per mettere in sicurezza Piazzale Sirtori, sono passati oltre cinque anni dalla delibera della Municipalità e i meriti non sono affatto di Marangon, ma del progetto Bilancio Partecipativo e della Delegazione di Zona CITA.

Vittorio Baroni, fondatore di W Marghera con oltre 600 iscritti su facebook ed ex delegato municipale, smentisce le affermazioni che in questi giorni  circolano senza alcun fondamento e che falsificano la realtà. Carte alla mano, Baroni non ci sta alla bufalata e si dichiara pronto a un confronto pubblico.

In effetti la delibera 101, approvata senza nessun voto contrario da tutto il Consiglio della Municipalità, è del primo dicembre 2004, al protocollo generale porta il numero 472493. Baroni evidenzia che “tra le schede Progetto del gruppo 2 Mobilità c’è proprio quella relativa alla Messa in sicurezza di Piazzale Sirtori e, con atti successivi, quella scheda portò a bilancio i 3.000€ previsti e i soldi furono spesi dalla Municipalità”.

Al Bilancio Partecipativo c’è da registrare l’impegno di 151 cittadini che diedero un contributo importante all’individuazione e alla realizzazione di 25 progetti come si possono vedere pubblicati sul sito internet del Comune di Venezia.

Link al sito del Comune di Venezia sul Bilancio Partecipativo:

Leggi anche il precedente articolo su W Marghera del 24 agosto 2009:

Interessati oltre 16mila imprese e 68mila dipendenti. Bilateralità, flessibilità di orario, sicurezza e apprendistato professionalizzante le novità più importanti introdotte sul contratto integrativo regionale.

Leggi l’articolo pubblicato su ADNKRONOS

W Marghera!

Il turchese è il colore dell’anno 2010. A nominato è Pantone, l’autorità globale che provvede agli standard di colore per l’industria del design e che ha eletto colore dell’anno la tonalità capace di combinare le qualità rasserenanti del blu con quelle rinvigorenti del verde.


Ricorda l’acqua, protegge come un talismano, rappresenta la voglia di fuggire

Il logo realizzato in collaborazione con Fabrica – il centro di ricerca sulla comunicazione nato nel 1994 l’obiettivo di coniugare cultura e industria e di offrire ai giovani di tutto il mondo opportunità di crescita creativa e scambio multiculturale – rappresenta graficamente il concetto di collegamento, di movimento, di velocità attraverso l’immagine stilizzata dei 4 ponti che attraversano il Canal Grande.

Il ponte è infatti uno degli elementi architettonici e paesaggistici tipici di Venezia, tra le sue isole infatti se ne contano infatti oltre 400. Un ponte per rappresentare idealmente il collegamento con il resto del mondo.

La città lagunare ha sempre avuto, e continua a ricevere, influssi da culture e popoli diversi, rappresentati graficamente dai differenti colori del logo. Venezia è figlia del dialogo e dello scambio tra culture diverse che, attraverso i secoli, hanno prodotto un patrimonio artistico e culturale che appartiene all’Umanità. È proprio questa “abitudine” alle contaminazioni a fare di Venezia il punto di incontro ideale di tutte le nazioni che si sfidano, con spirito decubertiniano, nelle diverse discipline olimpiche.

Il logo caratterizzerà quindi tutte le attività di comunicazione e promozione del Comitato Venezia2020, a partire dal sito web e delle pagine sui principali social network, come la pagina ufficiale su Facebook.

http://www.venezia2020.it

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